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<< Sfortunatamente oggi si dà ben poco sfogo al lato mitico dell'uomo: esso non può più creare miti. Così molto gli sfugge: poichè è importante e salutare parlare anche di cose incomprensibili.[...] Certamente non sappiamo cosa "in verità" significhino i miti o le storie sulla vita dopo la morte, o quale specie di realtà nascondano. Non possiamo dire se posseggono alcuna validità al di là del loro indubitabile valore di proiezioni antropomorfiche. [...] Per l'intelletto il mythologhéin [ndr: il raccontar storie] è una speculazione futile; ma per l'anima è un'attività salutare, che dà all'esistenza un fascino che ci dispiacerebbe perdere.[...] In realtà, giorno per giorno noi viviamo ben oltre i confini della nostra coscienza; la vita dell'inconscio procede con noi, senza che ne siamo consapevoli. Quanto più domina la ragione critica, tanto più la vita si impoverisce; ma quanto più dell'inconscio e del mito siamo capaci di portare alla coscienza, tanto più rendiamo completa la nostra vita. [...] L'inconscio ci aiuta in quanto ci comunica qualcosa o produce allusioni simboliche. Possiede altri mezzi per informarci di cose che con tutta la nostra logica noi non potremmo mai conoscere.>> |
Carl Gustav Jung, Ricordi, Sogni, Riflessioni. |
Il nuovo itinerario proposto all’interno dei Laboratori di Formazione Biografica riguarderà quest’anno la cura per l'Anima a partire da un punto di vista filosofico. E' importante segnalare che il lavoro sulla fiaba, il quale implica l'ermeneutica dei simboli e degli archetipi che in essa vengono costellati, è già stato affrontato da molte correnti psicoanalitiche. Ciò che differenzia il nostro lavoro in questo campo non è dunque il contenuto ma la diversa prospettiva, che qui non si vuole clinica ma filosofica. Lo sguardo filosofico è uno sguardo comprensivo, olistico, non riduttivo, attento a riconoscere l'altro nel rispetto della complessità e della diversità che lo contraddistingue. Lavoreremo dunque tentando di prestare la dovuta attenzione ad ogni ambito della psiche, comprendendo nei nostri discorsi e nei nostri esercizi la sfera della coscienza ma anche esplorando ciò che viene detto "inconscio", scandagliando lo spazio dell'immaginazione e sondando la sfera dell'emotività, agiremo sulla sfera del pensiero razionale ma tenteremo anche di portare un po' di luce su quello sfondo in cui la ragione è radicata e da cui non può prescindere se vuol dirsi pienamente umana. Noi siamo persone Uniche, sia dal punto di vista dell'irripetibilità e della speciale originalità della nostra persona, che dal punto di vista dell'unitarietà del nostro essere. Non è possibile tentare di comprendere una singola parte se non all'interno della relazione originaria all'intero. Ogni nostro ragionamento, anche il più razionale, presuppone l'interazione di pulsioni e di facoltà non pienamente controllabili e spesso non presenti alla Ragione. Ogni nostro atto cognitivo accade in un corpo che ha una propria "razionalità" e che va compreso e tenuto nella debita considerazione in ogni serio lavoro che abbia di mira lo sviluppo della persona. Non si tratta dunque di spaziare in terreni non propri (solo in Occidente e in quest'ultimo secolo pensiamo che il cosiddetto "inconscio" sia appannaggio di un'unica "scienza"!!). Si tratta piuttosto di comprendere, finalmente, che il "puramente razionale" non esiste nell'essere umano, e che il non prendere atto di questa semplice realtà sarebbe un'ingenuità davvero imperdonabile per ogni serio lavoro di formazione. Il metodo seguito prenderà spunto dalle linee guida dettate da M. Lipman per quanto riguarda la creazione e la conduzione di una Comunità di Ricerca Filosofica ma sarà integrato anche dagli stimoli della nuova pratica filosofica e analitica così come proposta da R. Màdera e L.V. Tarca (vedi La filosofia come stile di vita, B. Mondadori, Milano, 2003). Si tratterà in definitiva di dare avvio ad una vera e propria Comunità di Ricerca a orientamento filosofico in cui tenderemo al potenziamento delle abilità cognitive (pensiero logico-razionale, capacità di esprimersi in pubblico, abilità nell'argomentare le proprie tesi, …), ma al tempo stesso lavoreremo all'ampliamento dell'immaginazione e all'accrescimento della capacità di accogliere e ascoltare l'altro, sia esso dentro (inconscio) o fuori di noi. Ognuno dei partecipanti sarà stimolato all'ampliamento della consapevolezza nei riguardi del proprio mondo psichico, lasciando che le fiabe portino a galla le immagini che popolano questo spazio. Il tentativo di mettere in evidenza le relazioni fra le figure archetipiche che emergeranno e di interpretarne il significato simbolico è inteso come uno dei modi possibili per entrare in comunicazione con le “altre parti” di noi, di comprenderle –per quanto possibile- ed integrarle nello spazio cosciente, nell'intento di migliorare la qualità dell' esistenza ed espandere il senso del proprio agire nel quotidiano. Tutto questo naturalmente in un contesto di piccolo gruppo improntato allo stile etico ed all'amicizia che da sempre unisce coloro che insieme tentano la via del con-filosofare. Naturalmente anche questo nuovo ciclo, come del resto i precedenti, implica la presenza a tutti gli incontri, in segno di rispetto per se stessi e per la comunità dei partecipanti. |
Il materiale che fungerà da stimolo alle sessioni proverrà direttamente dai partecipanti alla comunità, in quanto ad ognuno verrà richiesto di costruire una fiaba (le cui caratteristiche saranno specificate nel documento che verrà inviato ai futuri partecipanti). |